LA MIA PRIMA NATUROPATA

La mia prima naturopata: Silvia D’ercole ha dato voce alla sua cliente, ascoltiamo da lei il suo punto di vista sul loro incontro.

Considerazioni della cliente

“Ho accettato di seguire i consigli di Silvia per puro spirito di curiosità, volenterosa di capire meglio il mondo della naturopatia che tanto la appassiona. Le ho “consegnato” il mio malessere fisico senza troppe aspettative, insieme ad una discreta dose di sicurezza nella bontà delle mie abitudini, alimentari in primis.

L’attento approccio d’insieme è la prima cosa che mi ha stupita. Dietro al mio corpo e ai segnali che mi manda c’è, in primo luogo, la mia storia, non solo medica, farmaceutica o clinica; la mia storia nella sua interezza. E non solo la mia, ma anche quella della mia famiglia, in un’idea di ereditarietà che ho intuito non essere solo mera biologia e genetica. Ho scoperto poi di dover abbandonare l’idea che il mio corpo sia al mio servizio, votato solo a subire le mie scelte. Il mio corpo è il mio interlocutore primario che mi suggerisce per primo, prima ancora degli eventi concreti, come sto e di cosa ho bisogno. E’ una consapevolezza acquisita che mi porto dietro e che mi appare rivoluzionaria nella sua potenza.

Un altro aspetto interessante, derivato dall’attenzione che Silvia ha avuto nello spiegarmi la funzione dei prodotti consigliatomi, è stata la sensazione di farmi del bene, di prendermi cura della mia salute in un modo nuovo e “gentile”. Molto più consapevole di ogni parte del mio corpo che a gran voce chiedeva di essere considerata. Quest’ultimo aspetto mi è stato ancora più chiaro con la riflessologia plantare. Ho sempre considerato i piedi come qualcosa di essenzialmente fisico, importanti per camminare e correre. Durante il trattamento, invece, li ho scoperti nella loro funzione catalizzatrice di emozioni, tensioni, dolori.

Qualche ultima, concreta considerazione: credevo di non poter vivere senza caffè e invece non solo ci sono riuscita ma ho scoperto di stare meglio e di avvertire meno acidità in bocca. Credevo che mangiare a pranzo sia il primo, che il secondo con contorno e frutta fosse la migliore delle soluzioni e che nessuna colazione fosse meglio di una Kinder Delice; i consigli alimentari di Silvia mi hanno tolto questa certezza. Ho lasciato andare quelle abitudini dando spazio ad un’alimentazione più sana ed equilibrata che ha ridotto i miei sintomi ormai costanti nella mia vita quotidiana. In sintesi, ora so che il mio corpo mi conosce meglio di me, che il dolore è fisico ma non solo, che le mie emozioni non rimangono astratte ma, per fortuna, trovano il modo di palesarsi come segni che adesso mi sento più in grado di riconoscere.”

Prosegue il racconto dei nostri diplomati!

 

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