La Scuola organizza incontri per promuovere la cultura della prevenzione naturale.
In “Naturopatia è cultura” trovi le ultime attività.

Conversazioni a Scuola

La Cura di chi si prende cura con la dottoressa Rosanna de Sanctis
17 giugno 2021

Il burden del caregiver

“La cura è fatta di corporeità. È fatta di corporeità nel verbale, è fatta di corporeità nel non verbale, è fatta di sguardi di altri.
Io posso avere il contatto dello sguardo e il contatto fisico è qualcosa che avviene e che è lì nella relazione. Allora il corpo sente ed è sentito. Lo sanno bene i caregiver.
Anche le persone con una patologia molto grave, sentono una reazione che non è verbale ma che è del corpo dell’altro. Lo sanno bene gli insegnanti quando hanno in classe un bambino con disabilità e imparano dalla relazione a curarsi dell’altro. Perché se vogliamo dare dignità, veramente il diritto a quella persona di esistere, dobbiamo imparare a rispettarlo e rispettarlo vuol dire saperlo contattare in modo rispettoso, che non è appunto non parla, non sente e quindi non sente nel corpo, anzi, è proprio il corpo che sente e che ha delle reazioni che possono essere anche dei movimenti involontari. Il corpo viene toccato, il corpo tocca. E se io non racconto a nessuno che faccio fatica a fare queste cose come faccio?”

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Naturopatia, medicine naturali: sostegno e opportunità  con il dottor Erus Sangiorgi
14 maggio 2021

L’Italia ha aderito ufficialmente all’OMS  l’11 aprile 1947. Secondo la Costituzione dell’OMS, l’obiettivo dell’Organizzazione è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute”, definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”. Il Naturopata, figura professionale non sanitaria, con il proprio operato aderisce in modo etico alla dichiarazione di Alma Ata (1978) nella quale l’OMS auspica che “ogni operatore, anche non sanitario, utilizzi al meglio le proprie conoscenze per potenziare il benessere psicofisico individuale e collettivo, al fine di lavorare nel miglior modo possibile al benessere e alla prevenzione di base con ogni mezzo utile.”

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Il corpo e la cura in tempo di pandemia con il professore Maurizio Stupiggia
16 aprile 2021

È il momento di pensare già a quando questa esperienza finirà: il lavoro clinico sulle esperienze traumatiche ci dimostra come il percorso di uscita possa essere non la semplice riparazione di un circuito rotto, ma la creazione di un sistema nuovo che, in dialogo con quello vecchio, tiene con sé anche le parti che hanno lottato nell’esperienza traumatica. Come se il trauma avesse rotto i confini di sicurezza personale e, una volta usciti dallo shock, il lavoro di costruirne di nuovi porta con sé anche la consapevolezza di avere risorse per la sopravvivenza che neanche si pensava di avere (M. Stupiggia, 2007). Quello che di peculiare, come in altri momenti storici, sta avvenendo oggi è che l’esperienza traumatica è collettiva: quello che possiamo chiederci oggi è in che modo questa esperienza possa aiutarci a generare legami sociali e comunità più resilienti.”

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Pensare come Madre Natura con la dott.ssa Sabine Eck
5 marzo 2021

“Uno dei modi in cui la Natura si “costruisce” è seguendo le sequenze matematiche e la geometria frattale. Concetti difficili se ci fermiamo alle formule matematiche. Osservando la Natura, invece, tutto appare intuitivo, pura bellezza. L’architettura del cavolo romano, contiene in sé la meraviglia della sequenza del Fibonacci e della geometria frattale: nel piccolo il grande e nel grande il piccolo. In poche parole tutto si svela!”

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