CIOTOLE CHE CANTANO, LE CAMPANE TIBETANE

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Campane tibetane

La direzione della scuola ne pensa sempre una per tutti noi, sia operatori che amanti del benessere. Questa volta ci propone le campane tibetane “ciotole che cantano” un nuovo corso di formazione continua. Ci condurrà nel mondo della risonanza Giovanni del Casale, esperto e studioso. Lasciamoci incantare dalla sua descrizione del corso.

Universalmente note come “Singing Bowls”, le “ciotole che cantano”,  le cosiddette Campane Tibetane hanno molti aspetti in comune con la voce umana. Nessuna di esse infatti è uguale all’altra, anche a parità di modalità di costruzione, lega metallica, forma, peso, etc. Come la voce ogni ciotola sembra quindi esprimere una propria personalità e una propria unicità.

Le similitudini però non finiscono qui: l’aspetto principale è infatti rappresentato per entrambe dalla ricchezza in termini di frequenze armoniche. Le armoniche costituiscono la tessitura del suono, un complesso ma ordinato ordito di vibrazioni multiple e simultanee rispetto a quella principale. La composizione della vibrazione principale  determina il timbro e la qualità energetica di un suono.

Le campane tibetane, origine incerta

Non sappiamo se in antichità tali caratteristiche fossero percepite esattamente in questi termini ma, del resto, sappiamo poco in generale della storia delle Singing Bowls. Nonostante in molti si siano azzardati a decretarne di volta in volta la loro origine in Tibet, India, Nepal, Cina, ecc, attualmente purtoppo i lignaggi diretti stanno scomparendo. Pare che non esistano nemmeno fonti scritte che possano aiutarci a comprendere come e perché le campane siano nate e come venivano utilizzate. Certamente, alcune ipotesi sono molto verosimili; contenitori per le offerte devozionali, recipienti in cui disporre o persino cucinare il cibo, usanze che in parte sembra ancora permangano in alcuni luoghi himalayani. Le congetture riguardo a presunte antiche funzioni di tipo sciamanico o meditativo sono sicuramente affascinanti e plausibili, ma ammantate da un velo di mistero che rischia a volte di scadere in estremi di esotismo spirituale.

Le ciotole che cantano, come e quando utilizzarle

Cosa dunque possiamo concretamente fare noi, esseri del terzo millennio, con questi meravigliosi oggetti? Molto semplicemente, analizzarli e usarli secondo dei criteri ponderati e ragionevoli. La qualità della lega metallica è senza dubbio fondamentale. Si parla comunemente di 7 metalli (talvolta 12) connessi simbolicamente con i corpi celesti. I metalli vengono lavorati secondo un processo di fusione e battitura piuttosto lungo e articolato che richiede una notevole maestria.

Le tecniche esecutive sono essenzialmente due, quella “circolare” e quella “a rintocco”; nel nostro corso impareremo a utilizzarle entrambe comprendendone le rispettive peculiarità. Poiché la Campana Tibetana è però essenzialmente uno strumento vibrazionale, sarà particolarmente importante sostenere la nostra pratica con la conoscenza delle “mappe” energetiche secondo le antiche scienze della yoga indiano o della medicina tradizionale cinese, tra le altre (chakra. Meridiani, etc.). È fondamentale infatti comprendere come avvenga la comunicazione tra la ciotola e il corpo umano ricevente e questo ha a che fare con il principio di risonanza tipico delle onde elettromagnetiche: due corpi che oscillano alla stessa frequenza, trasmettono tra loro informazioni ed energia.

La qualità dell’informazione dipenderà tanto dagli aspetti tecnici ed esperienziali quanto dalla capacità dell’operatore di indirizzare la propria onda-pensiero in modo chiaro e focalizzato. Per questo motivo durante il nostro corso ci occuperemo in modo significativo di “relazione”, in special modo di relazione tra noi e la campana e l’eventuale ricevente. Sarà importante sviluppare un’attitudine all’ascolto non solo e non tanto con le orecchie ma con tutto il corpo.  La pratica avverrà con amorevole gentilezza. Lo spazio intimo, che normalmente si apre durante questo tipo di trattamenti, sarà rispettato.

La Campana Tibetana per certi aspetti può essere considerata anche come un’amplificatore vibrazionale. Molti operatori olistici hanno verificato come l’integrazione del suono armonico all’interno della propria pratica porti a potenziarne gli effetti e a renderli più durevoli nel tempo.  È ormai assodato anche a livello di studi scientifici che le vibrazioni delle ciotole (in virtù della loro tessitura armonica) portino molto rapidamente il cervello a sintonizzarsi sulle cosiddette frequenze del benessere (quelle intorno agli 8 Hertz), associate cioè a stati mentali rilassati e profondamente meditativi.

Per informazioni: Tel. 051 235643 – 392 4596802