Kinesiologia come affrontare lo stress

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Kinesiologia e Covid-19: come possiamo difenderci dal virus con la kinesiologia?

Come tutti ormai dovremmo sapere per superare questo periodo di isolamento in cui siamo rinchiusi nelle nostre abitazioni attoniti e sconcertati da questa situazione apocalittica, oltre a seguire le linee dettate dall’OMS per ostacolare la diffusione del virus, come lavarci spesso le mani e ridurre al minimo le uscite, dobbiamo fare qualcosa per noi stessi che ci mantenga sereni, di buon umore, fiduciosi e forti.
In un’unica espressione questo significa, rafforzare il nostro sistema immunitario.

Ma cosa possiamo realmente fare?

Diversi professionisti hanno già dato ottimi consigli suggerendo comportamenti alimentari corretti. Cercando di aumentare il consumo di frutta e verdura ricchi di sali minerali e di vitamine e ridurre l’introduzione di cereali contenenti glutine e di latticini che agiscono da pro infiammatori. Altri professionisti si sono focalizzati sul mantenere il nostro corpo in movimento facendo tutti i giorni un po’ di attività fisica. Altri consigliano tecniche di rilassamento.

Tutto ciò sicuramente è sacrosanto ma con la kinesiologia vorrei suggerirvi anche qualche facile esercizio per ridurre ulteriormente la paura. La paura di contrarre il virus, la paura del domani sia a livello economico e sociale e la mancanza di centratura per cui tanti non riescono a mantenere un giusto e salutare distacco dalla situazione attuale.

La paura è l’emozione che secondo la MTC e quindi anche in kinesiologia è associata al meridiano del Rene che è sede dell’energia vitale, necessaria per lo sviluppo ed il mantenimento del nostro corpo. In alcune occasioni è necessaria. Ci difende ma se è eccessiva ci conduce ad un livello di stress sempre più alto con sovrapproduzione di adrenalina e soprattutto di cortisolo.

Questo porta a far fatica a rilassarci, a dormire e esaurisce infine l’energia delle nostre ghiandole surrenali. Con il meccanismo “lotta o fuga” infine ci conduce alla fase di esaurimento, la terza fase dello stress descritta dal Dr Hans Selye che ha studiato per tutta la vita il meccanismo fisiologico dello stress.

Le ghiandole surrenali sono associate al meridiano del Triplice riscaldatore la cui funzione è connessa alla distribuzione dell’energia in tutti gli organi, alla regolazione della temperatura e ai meccanismi di difesa, al sistema immunitario.

Per rafforzare l’energia del Rene e del suo meridiano

Stimoliamo i suoi riflessi neurolinfatici anteriori
e posteriori con una pressione ferma e decisa per un
tempo variabile dai 30 ai 60 secondi per detossinare.

Anteriormente: a 2-3 centimetri sopra e di fianco all’ombelico

Posteriormente: sotto la base della gabbia toracica a 2-3 cm dalla spina dorsale

 

 

Stimoliamo i riflessi neurovascolari con i polpastrelli delle dita con una leggerissima pressione alziamo la pelle in corrispondenza dei punti che si trovano sulle protuberanze occipitali e manteniamo un contatto delicatissimo per un tempo variabile tra i 30” e 10’ per stimolare la circolazione sanguigna ed il flusso di energia verso i Reni.

 

 

 

 

Massaggiamo il meridiano del Rene bilateralmente sfioriamo il meridiano nella giusta direzione di scorrimento dell’energia cioè seguiamo con la nostra mano tutto il percorso di questo meridiano che inizia dal centro della pianta del piede (R1) passa sotto il malleolo interno, arriva al bordo inferiore del tendine d’Achille fa un giro del malleolo, risale lungo l’interno della gamba, prosegue a lato della linea mediana del tronco. In prossimità della gabbia toracica si sposta un po’ lateralmente e risale fine a sotto la clavicola nella depressione tra la prima costa e la parte inferiore della clavicola R(27).

Stimoliamo i punti di digitopressione per tonificare l’energia del Rene premendo contemporaneamente dapprima i punti relativi alla prima coppia per circa 30 secondi e poi contemporaneamente i punti della seconda coppia per lo stesso tempo.

 

 

 

Per rafforzare l’energia delle ghiandole surrenali e del meridiano del triplice riscaldatore ad esse correlato

Stimoliamo i suoi riflessi neurolinfatici anteriori
e posteriori con una pressione ferma e decisa per
un tempo variabile dai 30 ai 60 secondi per detossinare.

Anteriormente: 5 centimetri sopra e 2-3 cm di lato all’ombelico

Posteriormente: a 2-3 cm dalla spina dorsale in corrispondenza delle ultime costole

 

 

Stimoliamo il riflesso neurovascolare con i polpastrelli delle dita con una
leggerissima pressione alziamo la pelle in corrispondenza della fontanella posteriore che si trova sul retro della testa al centro della zona piatta.

 

 

 

Massaggiamo il meridiano del Triplice riscaldatore bilateralmente sfiorando il meridiano nella giusta direzione di scorrimento dell’energia. Seguiamo con la nostra mano tutto il percorso di questo meridiano che inizia dalla radice dell’unghia dell’anulare verso il mignolo (TR1), risale tra il 4° ed il 5°metacarpo della mano, arriva all’avambraccio lo risale va al gomito risale il braccio arriva alla spalla, percorre diagonalmente il collo, arriva sotto il lobo dell’orecchio, percorre tutto il bordo esterno dell’elice e sulla sommità di esso si direziona il linea retta al lato esterno del sopracciglio. (TR 23).

 

 

Stimoliamo i punti di digitopressione per tonificare l’energia delle ghiandole surrenali e del Triplice riscaldatore premendo contemporaneamente dapprima i punti relativi alla prima coppia per circa 30 secondi e poi contemporaneamente i punti della seconda coppia per lo stesso tempo.

 

 

Alleviamo lo stress con la tecnica A.S.E. (Alleviamento dello Stress Emotivo)

In momenti di stress la nostra risposta usuale è “lotta o fuggi” in base a come abbiamo imparato a sopravvivere. Questo spesso significa rabbia o paura ed una reazione basata su esperienze passate.
Usando l’A.S.E possiamo pensare a nuove soluzioni per cambiare il modo in cui reagiamo allo stress. Un tocco leggero sulle prominenze frontali ha un effetto armonizzante sull’energia del cervello dove nuove opzioni ed idee vengono elaborate. È qui che il cervello può essere creativo e pensare a nuove soluzioni, senza venire coinvolto dalle emozioni. In tal modo non cambiamo la situazione ma creiamo la giusta distanza da essa per mantenerci centrati.

Sdraiamoci o stiamo seduti comodamente. Appoggiamo i polpastrelli delle nostre dita sulle prominenze frontali. Le bozze che si trovano a metà strada tra le sopracciglia e l’attaccatura originaria dei capelli. Tiriamo leggermente la pelle verso l’alto e manteniamo questo contatto mentre visualizziamo la situazione stressogena e lasciamo che il corpo manifesti ogni sensazione, ad esempio potremmo sentire un indolenzimento di una parte del corpo, o un’accelerazione del battito cardiaco o un piccolo nodo alla gola o altro ancora. Prestiamo attenzione a quella parte del corpo. Respiriamo e manteniamo il contatto sulle prominenze frontali fino a quando la sensazione sgradevole diminuisce e la mente va altrove. Facciamo un respiro profondo e lasciamo le prominenze. Questo esercizio costituisce una palestra mentale. Se ripetuta costantemente, tutti i giorni per un po’, creerà in noi un modo diverso di affrontare la situazione che ci da stress. Potremmo in seguito fare lo stesso esercizio dell’A.S.E. pensando ad una situazione in cui ci sentiamo bravi e capaci e riportando la situazione fisica piacevole alla situazione che stiamo vivendo.

Ultimo suggerimento

Un ultimo suggerimento è la stimolazione di un ciclo di punti di digitopressione da premere tutti i giorni per rafforzare ulteriormente il sistema immunitario e che agiscono da barriera interna e aumentano l’energia generale del corpo. 

 

 

Dr.ssa Cinzia Patrizia Meschia
Kinesiologa – naturopata – istruttore di kinesiologia – tecnologa alimentare