Sweet Chestnut, la dolce castagna

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Pianta longeva, può superare i 500 anni di vita, imponente potendo raggiungere oltre i 30 metri in altezza e con un diametro del tronco di alcuni metri ma si conoscono alberi con tronchi con un diametro di 6 metri!  Dall’aspetto eretto con portamento sicuro costruisce una chioma equilibrata e tondeggiante. La corteccia è segnata da solchi verticali che spiralizzano verso l’alto come a sottolineare la forza che dalla terra si dirige verso il cielo. È un albero con una incredibile forza vitale, tanto che dal suo tronco anziano o morto spuntano nuovi getti che danno inizio ad una nuova vita.

In autunno passeggiando in un castagneto tutti i nostri sensi vengono coccolati: il profumo della terra ricca di vita, il colore giallo oro-marrone delle foglie, lo scrocchiare dei passi, il sapore dolce dei suoi frutti e infine le carezze al tronco. Ma è all’inizio dell’estate che, alzando gli occhi verso il cielo, si coglie pienamente la forza luminosa e la dolcezza di questo albero i cui fiori sono in grado di lenire i cuori scoraggiati.

Edward Bach

“Per quelle persone che, talvolta, sono preda di un’angoscia così grande da sembrare insopportabile. Quando sembra che la mente o il corpo siano spinti al limite della resistenza e debbano cedere. Quando sembra apparentemente che ci siano solo annientamento e distruzione da fronteggiare”.

Sweet Chestnut ci dà la capacità di attraversare i momenti bui senza essere travolti dalla disperazione. Ci dona la possibilità di imparare la nostra forza nella difficoltà e ci sostiene in un cammino di rinascita interiore perchè oltre il buio c’è la luce.

Cammini
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.
Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,
tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Dante Alighieri “La Divina Commedia”