Oggi è una giornata particolare, piena di spunti e riflessioni. Ormai alla conclusione possiamo fermarci con una tazza di bancha qualche stuzzichino di verdure fermentate, nella quiete, riflettiamo insieme.

Diversità

Il primo venerdì di febbraio si festeggia la giornata dei calzini spaiati. L’iniziativa è stata inventata, ormai 11 anni fa, da una maestra di Udine. Semplice da festeggiare, chi non possiede almeno due calzini spaiati? Oggi è il giorno giusto per esibirli con orgoglio. Il significato nascosto dell’iniziativa è semplice: educare alla diversità. Diverso si può ed è bello: una questione di rispetto, solidarietà e amicizia. Tutti uguali, tutti diversi, tutti importanti.

Biodiversità

Dalla diversità dei calzini il salto sembra grande ma noi con un sol balzo giungiamo alla biodiversità. Perché? Perché oggi è anche la giornata nazionale dello spreco alimentare. Come si lega lo spreco alla biodiversità?

Tante sono le domande e tanti i rimandi, perché la produzione del nostro cibo sta compromettendo la biodiversità? Non solo per quello che riguarda i cultivar, ma anche per i metodi di coltivazione. Varietà selezionate per la grande distribuzione e coltivazione intensiva già di per sé sono una minaccia per la biodiversità. La produzione di grandi quantità impoverisce la terra, consuma le risorse idriche e mette in pericolo molte specie animali perché private del loro habitat naturale. Il basso prezzo del bene alimentare lo rende più leggero per le nostre tasche, e con leggerezza può finire per trasformarsi in pattume mentre è ancora cibo. Per prendere coscienza di questa veloce corsa proviamo a tenere un diario del pattume prodotto, come ci suggerisce la cucina di Centro Natura. Potremmo rimanerne sbalorditi 🙂

E infine responsabilità…

Ma cosa c’entra a questo punto?  Come posso io essere responsabile di decisioni prese lontano da me e non da me? La responsabilità che significa, tra gli altri, rispondere a qualcuno, ci impone di rispondere sul serio al rischio che i nostri comportamenti possano mettere a rischio il futuro della nostra madre terra. 
La strada che scegliamo allora, anche come scuola,  è quella della cura, perché nel prendersi cura c’è il farsi carico dell’altro da me, c’è il limite, c’è il rispetto, c’è l’amorevolezza che desideriamo allargare anche alla terra. 
 
Immagine: la lista della spesa di Michelangelo Buonarroti