Quella volta che il legno affondò nell’acqua

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Nella sua tesi Gaia Ciampaglia si presenta interrogandosi su chi è e cosa fa un naturopata.

“Mi chiamo Gaia, ho ventisette anni, laureata alla triennale di scienze e tecniche psicologiche. Sono una naturopata, operatrice del benessere“.

Questo è ciò che solitamente scrivo nelle prime righe di una lettera di presentazione e sarebbe sufficiente per comprendere chi sono e come vivo la mia vita.

Essere naturopata non è solo un titolo, un pezzo di carta, un’abilitazione che ti permette di fare qualcosa; essere naturopata non è moda, non è un tag, non è perché “fa figo”.

Essere naturopata è responsabilità, amore, benessere. È uno stile di vita, un modo di pensare e di essere, è un volersi bene e voler bene; è aiutare e aiutarsi, è conoscenza, scoperta, equilibrio; è la ricerca costante dell’unione perfetta.

Un mestiere come un altro?

Ho sempre pensato che non tutti possono scegliere questo mestiere; anzi, non so neanche se definirlo tale: il Treccani recita “il mestiere è qualsiasi attività specifica, di carattere prevalentemente manuale, appreso per lo più con la pratica e il tirocinio ed esercitato quotidianamente e a scopo di guadagno”.

Quindi quando decidi di voler lavorare come receptionist in un hotel o come commessa, di fare il commercialista, l’avvocato, il cameriere effettivamente studi o fai pratica, memorizzi e ripeti. Posso dire che le professioni come queste dunque determinano cosa hai imparato a fare nella vita.

Il dono di se per incontrare l’altro

Quando decidi di voler fare la naturopata invece non c’è molto da memorizzare e imparare, stai semplicemente scegliendo di donarti all’altro; non ci sono tecniche o teorie universali da studiare. Non si impara ad essere naturopati. Decidi di scoprirti totalmente e lasciarti trasportare dal tuo sentire, decidi di ascoltare l’altro, di capirlo, di entrare in empatia con lui e poi sostenerlo e guidarlo verso iI suo equilibrio perfetto. Ma il suo equilibrio perfetto non è il tuo e non è nemmeno il mio. È il suo. Siamo tutte persone singole con trascorsi differenti, caratteri diversi, debolezze diverse… la difficoltà sta proprio qui: non ci sono delle regole da seguire o teorie universali da applicare perché ogni caso è a sé e tu, naturopata, devi capire cosa è meglio per lui, in quel dato momento.

La relazione

Ho sempre pensato che fosse una delle cose più complesse, la relazione con l’altro e, forse non mi sentirò mai totalmente capace di gestirla. Questa tesi ha permesso di mettermi alla prova, di capire quali sono i miei limiti e quali sono i miei punti forti. È per questo che ho deciso di scrivere non solo il percorso fatto con la mia cliente ma anche i miei pensieri, le mie paure, sensazioni, emozioni in modo da poter far comprendere a te lettore cosa avviene durante una relazione di aiuto da entrambe le parti; a te “lettore/cliente” che le tue paure sono anche un po’ le nostre e far comprendere a chi, come me, ha appena iniziato questo cammino, che forse è normale sentirsi a volte inadeguati, deboli, confusi. Tuttavia, penso che il segreto di una buona riuscita stia solo nel credere in se stessi.

Buona lettura.

Gaia