MALVA LA DOLCE

Malva la dolce

Malva la dolce inaugura la sua carriera come pianta officinale pressappoco nel 2000 a.C.,
presso gli Egizi. Leggenda narra che gli dei si presero cura di un faraone, cagionevole di salute, schizzinoso e goloso, indicando ai Sacerdoti la ricetta di dolcetti a base di malva, buoni e con ottime proprietà curative.  Nacquero così i marshmallow ottenuti dal succo delle radici di “Althea officinalis”. Sì, stiamo parlando dei dolcetti zuccherosissimi  che sembrano batuffoli di cotone.

MALVACEE

La famiglia delle Malvacee consta di oltre  900 specie, presenti per lo più ai tropici, ma si trovano anche nelle zone temperate. Malva la dolce è abbondante nei nostri prati nelle zone umide, inizia a fiorire in primavera fino ad estate inoltrata. Sono commestibili le foglie, i fiori e le radici. I fiori possono essere consumati in fresche insalate, mentre foglie e radici possono essere sbollentati e tirati in padella. Se avrete occasione di gustarla a tavola, capirete la sua dolcezza…non seguite quindi il consiglio di Pitagora.

La malvacee sono piante erbacee, solo alcune varietà sono arbusti, perenni. Dall’aspetto vellutato per la presenza di una folta peluria. Le foglie hanno un picciolo molto corto, tondeggianti o triangolari, hanno la base a forma di cuore e l’apice a punta. Sono dentate irregolarmente o divise in tre-cinque lobi, anch’esse coperte da peli forti e morbidi. I fiori a cinque petali sono di colore variabile dal bianco rosato al porporino.

Le mucillagini, di cui la pianta è ricca, hanno proprietà lenitive ed emollienti sulle mucose. Svolgono un’azione benefica a livello intestinale migliorando il transito e lenendo eventuali infiammazioni. Appartengono alla famiglia l’altea officinalis, la malva silvestris e il gossypium da cui si ricavano le fibre del cotone.  Fibre e acqua un insieme davvero prezioso!

L’altea è la pianta che secondo Pitagora unisce il Cielo con la Terra.

“Semina la malva, ma non mangiarla; essa è un bene così grande da doversi riservare al nostro prossimo, piuttosto che farne uso con egoismo per il nostro vantaggio.”       

 

Malva la dolce