Oggi è il “Fibonacci day”!

Leonardo Pisano detto il Fibonacci (figlio di Guglielmo dei Bonacci) era figlio di mercante. Non sono note né la data di nascita, né quella di morte, collocabili la prima nel decennio 1170-1180 e la seconda dopo il 1241.

Grazie al padre entra in contatto con il mondo arabo e con tecniche di calcolo diffuse da studiosi musulmani. Viaggia in Egitto, Siria, Sicilia e Grecia arrivando fino a Costantinopoli dove approfondisce i suoi studi. Si confronta con i maestri arabi e con i mercanti apprendendo tecniche matematiche sconosciute in Occidente. Alterna il lavoro allo studio. Un uomo moderno.
Scrisse trattati promuovendo la “rinascita” della matematica occidentale.
E poi contò quante coppie di coniglietti discendono in un anno da una coppia di genitori: da questo calcolo nasce la “serie di Fibonacci”!

1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89…

La sequenza di Fibonacci: spirali

Ci sono le mille spirali disegnate e costruite dall’uomo fin dalla preistoria, nell’architettura e nella pittura.

“La spirale è il simbolo dell’evoluzione di uno stato, di una forza,

della perpetua mutazione e si collega al simbolismo della

conchiglia. La spirale è una forma asimmetrica che si avvolge,

oppure si svolge a seconda che il movimento si diriga verso il

centro o se ne allontani. La spirale che si avvolge significa

riflessione, concentrazione, perdersi in se stessi alla ricerca di

un ipotetico centro. La spirale che si svolge significa

ascendere, sbocciare, crescere, farsi corolla”.

(Roberto Semprini, designer)

La sequenza di Fibonacci e la Natura

E poi?
Poi c’è la Natura che in moltissime sue forme segue la serie di Fibonacci.

Uno studio su un campione di oltre quattro mila pigne appartenenti a specie di pino differenti ha evidenziato che il numero delle spire, in cui si dispongono le brattee delle pigne, nel 98 per cento dei casi corrisponde a termini della successione di Fibonacci. Non solo piante ma conchiglie e persino il manto delle zebre segue la serie matematica intuita dal Fibonacci.

Evviva il “Fibonacci day”!

 

Foto di Teresa Guerriero