La medicina naturale

 

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDICINA

            …. QUELLA NATURALE

di Erus Sangiorgi 

   Da dove vengono, come sono nate e come si sono sviluppate le diverse teorie e terapie che compongono il mondo delle medicine naturali? La risposta sta nella stessa definizione: parliamo di “Medicine Naturali” perché è attraverso la natura, i suoi elementi, le sue leggi, la sua forza vitale che esse possono curare l’uomo e la sua sofferenza. Non a caso fin dall’antichità classica si parla di una “vis medicatrix naturae”, l’energia curatrice della natura.

Le medicine naturali, dette anche tradizionali, usano l’energia, le piante, i minerali, l’acqua, la terra, il respiro, in una parola gli elementi della natura e solo nei casi assolutamente necessari i prodotti di sintesi creati in laboratorio. Questi ultimi, sicuramente indispen-sabili per trattare diverse patologie, sono inutili se non dannosi per molti disturbi che potremmo definire “fisiologici” o funziona- li, e che si possono trattare con rimedi naturali.     È dunque necessario conoscere entrambi i sistemi medici, sapendosi avvalere di tutti i rimedi (farmaci o prodotti naturali) per scegliere di volta in volta quelli più adatti e sempre tenendo presente che ogni sapere medico è al servizio dell’uomo.

In oriente si sono affermati sistemi medici, come la Medicina Tradizionale Cinese e quella Ayurvedica, che hanno mantenuto le loro tradizioni attraverso i millenni fino ad oggi. In Europa la medicina tradizionale è stata nei secoli più volte abbandonata e poi ripresa, perseguitata e poi rivalutata. Fino a qualche decennio fa la farmacologia di sintesi, sostenuta da un approccio medico eccessivamente meccanicista, pretendeva di soppiantare del tutto il sapere medico tradizionale, che ora conosce invece una nuova fioritura combinando le conoscenze di un’antica saggezza con quelle che derivano da studi e ricerche contemporanei.

Grazie al consistente risparmio di risorse individuali e collettive prodotto dall’approccio che integra appunto gli strumenti della Medicina Convenzionale moderna con quelli delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali, e grazie all’evidenza della domanda sanitaria (più di 60 milioni di cittadini europei hanno utilizzato tecniche o rimedi naturali non convenzionali nel 2005), la Medicina Integrata e la Naturopatia diffondono sempre meglio i principi dell’educazione alla salute ed alla prevenzione, contribuendo in modo concreto ed importante al benessere delle popolazioni.

”La salute è   il primo dovere della vita”

 Oscar Wilde

 

BREVE STORIA DELLE MEDICINE

TRADIZIONALE E CONVENZIONALE MEDITERRANEE

di Erus Sangiorgi e Marcella Brizzi

 

4000-3000 a.C: Mesopotamia

La medicina è competenza esclusiva dei sacerdoti e degli indovini. Per spiegare le malattie, conoscerne la causa ed i rimedi, si praticano riti magici, cercando le risposte ad esempio nel volo degli uccelli, nelle volute del fumo, nelle macchie di olio versato nell’acqua. Generalmente prevale una interpretazione colpevolizzante: è il malato che con il suo comportamento ha attirato su di sé la collera e la punizione degli dèi. Come rimedi vengono usati balsami, minerali, piante, primitivi interventi chirurgici e soprattutto pratiche rituali.

Dal 3000 a.C due grandi scuole di medicina tradizionale si sviluppano in Estermo Oriente: nella zona dell’Indo la Medicina Ayurvedica, e in Cina la Medicina Tradizionale Cinese, praticate ininterrottamente sino a oggi in Estremo Oriente, e oramai diffuse nel resto del mondo. La Medicina Tibetana si sviluppa come integrazione tra le due.

2000 a.C: Egitto

La civiltà fiorita lungo il Nilo avvia una prima sistemazione del sapere medico. Le conoscenze e le esperienze maturate nei secoli vengono raccolte, custodite e trasmesse da una casta di medici, considerati sacerdoti di primo grado. Non è raro che il mestiere di medico venga tramandato da padre in figlio. Si affermano le diverse discipline, con specialisti capaci di cavare denti, curare le malattie degli occhi, i disturbi allo stomaco, i dolori mestruali e persino la prostatite, usando un bastoncino di bambù come catetere. Accanto al medico inizia a delinearsi anche la figura dell’infermiere, ovvero dell’assistente che a vari livelli lo aiuta e assiste il malato. Accanto alle pratiche di origine magica, come rituali ed esorcismi, si affermano rimedi più specifici, come unguenti, colliri, decotti di erbe, polveri di minerali e parti animali da assumere per bocca. Risalgono a quest’epoca anche i primi laboratori alchemici per il trattamento e la purificazione dei metalli.

1000-500 a.C. Grecia

A custodire e detenere il sapere medico nella Grecia preclassica sono i sacerdoti, che godono di una sorta di monopolio per quanto riguarda le cure dei malati. I rituali sono ancora parte integrante del percorso di guarigione. Le cure usate risentono dell’influenza egiziana.

500 a.C. Grecia

Nella Grecia classica si afferma con Ippocrate (460-370 a.C) una sorta di laicizzazione

della medicina, che non è più monopolio dei sacerdoti e viene insegnata nelle scuole. Ippocrate, del quale si dice che fosse iniziato ai segreti della natura, sviluppa il pensiero del filosofo Empedocle e stabilisce due fondamentali principi: “similia similibus curantur” e “contraria contrarii curantur”.

Nella sua opera definisce altresì quattro elementi fondamentali, eterni, immutabili: aria – terra – acqua – fuoco. Ogni elemento ha un attributo o temperamento: fuoco > caldo; aria > secco; terra > freddo; acqua > umido. I primi due attributi vengono definiti “principi forma formanti”; i secondi due “principi materia materianti”.

Ippocrate parla anche di umori circolanti e riconosce quattro particolari costituzioni: bilioso (collerico); sanguigno; melanconico; flemmatico.

100- 200 d.C. Italia

Galeno (129-370 d.C ) introduce nella scienza medica lo scetticismo terapeutico: il processo curativo può essere accompagnato dall’intervento del medico, ma fondamentalmente è la natura, “medicatrix naturae”, che guarisce le malattie. A questa teoria Galeno arriva dopo una lunga serie di sperimentazioni e di studi anatomici, condotti anche sezionando i corpi degli animali. Egli introduce inoltre una nuova classificazione dei temperamenti, in relazione agli umori che circolano nel corpo umano.Umorì già intuiti da Ippocrate. Questi ultimi sono quattro: bile gialla generata dal fegato che produce secchezza e collera; la bile nera prodotta dalla milza che genera umidita1 e melanconiaja flegma prodotta dal cervello che genera freddo e apatia; il sangue generato dal cuore che produce calore ed emotività.

“Ogni organismo contiene 4 umori circolanti. C’è salute quando questi umori sono in giusto rapporto di mescolanza, di forma e di materia. Vi è malattia quando uno degli umori è in difetto o in eccesso. Quando uno degli Umori si separa e rimane isolato si ammala il luogo dove abbonda e con esso tutto l’organismo. (De Rerum naturae) Galeno va ricordato anche per il suo impegno nell’organizzazione della sanità pubblica, di cui si conoscono in quest’epoca i primi avvii con l’istituzione della la figura del medico archiatra e l’introduzione dei ricettari. Altri celebri medici di questo periodo sono Dioscoride, Celso, Plinio.

500 -1500 d.c.: Europa

In campo politico, sociale e culturale si afferma sempre più il ruolo della Chiesa. Per la medicina ciò significa una rigida canonizzazione, che ritiene di poter fare a meno dell’esperienza e delle ricerche non riconducibili ai testi cristiani. La chiesa s’impone sempre più come il custode e l’arbitro della tradizione, assegnando i compiti medici ai frati dei conventi. Di questi ultimi resta prezioso il lavoro svolto come amanuensi: copiando e tramandando i testi classici essi hanno salvato anche gran parte delle conoscenze acquisite e destinate ad essere riscoperte a partire dall’Umanesimo del XV secolo. Durante gran parte del Medioevo, guaritori e “streghe” sono fatti oggetto di persecuzioni, mentre qualsiasi teoria innovativa viene guardata con sospetto. In questi secoli non si registrano particolari sviluppi in campo medico. Nel 1100 in Germania Santa Ildegarda ( 1098-1179 ) riprende le teorie ippocratiche e galeniche. Le piante vengono classificate in base alla loro natura (calde-secche, calde-umide, fredde-secche, fredde-umide) e curano “per-cotrario”,cosi’ che per esempio una patologia calda e secca andrà’ trattata con cibi e piante di natura fredda e umida e viceversa.

1500 d.c. Europa

E’ il secolo di Paracelso ( 1493-1541), che avvia una vera rivoluzione del sapere medico della sua epoca, ragione per cui viene accanitamente perseguitato dalla Chiesa. Alla teoria dei quattro elementi (Aria – Acqua – Terra – Fuoco), Paracelso aggiunge tre principi generatori ( Zolfo – Mercurio – Sale). Introduce il concetto di Microcosmo e Macrocosmo dove l’essere umano è una riproduzione conforme dell’universo e ciò che è in alto è come ciò che è in basso. Dedica buona parte delle sue ricerche allo studio delle piante, che vengono classificate seguendo il criterio delle “signature”, ovvero delle forme che in esse sono rintracciabili. Il principio al quale Paracelso si attiene è quello della analogia, arrivando alla conclusione che “il simile cura il simile”. La sua teoria medica prosegue con la definizione delle cinque entità delle malattie : entità degli astri – entità del veleno – entità naturale – entità spirituale – entità di Dio’. Al medico spetta la capacità di stabilire a quale entità appartenga quella determinata malattia.

La fama di Paracelso contribuisce enormemente alla diffusione delle ricerche mediche e alla nascita dei laboratori alchemici, dove vengono studiate le proprietà mediche delle piante e dei minerali. Il suo pensiero conserva ancora oggi molti spunti di grande attualità per la medicina naturale.

1600 d.C.

Con Galileo (1564-1642), Cartesio (1596-1650) Newton (1642-1727), nasce e si sviluppa il pensiero deduttivo, improntato all’osservazione dei fenomeni e all’esperienza come verifica della teoria. In campo medico, compatibilmente con i divieti imposti dal Papa, riprendono impulso gli studi di anatomia. Particolare attenzione viene dedicata al sangue e al sistema che ne regola la circolazione. Cartesio sancisce la separazione del corpo dalla mente.

L’invenzione di uno strumento come il microscopio permette le prime osservazioni dei globuli rossi. Grande fortuna gode in questo periodo una pratica medica come il salasso,usato impropriamente come una panacea, sicuramente utile nelle forme di “ispessatio” del sangue (sangue grosso). Contro la febbre viene largamente impiegata la china. Il pensiero medico, sia pure tra molte difficoltà, prende ad affrancarsi dall’oscurantismo e dal pregiudizio.

1700 d.C.

Dalla cosmologia alla medicina, domina il pensiero meccanicista, con la sua visione: causa – effetto. Pur nei suoi limiti, tale visione sta alla base della costruzione dei grandi sistemi di classificazione del mondo animale, vegetale e minerale, che costituiscono fino ad oggi una fonte irrinunciabile di notizie e informazioni. E’ in quest’epoca che vive e lavora Hahnemann (1755-1843) considerato il fondatore dell’omeopatia. Con questa scienza viene ulteriormente sviluppato e approfondito il principio dell’analogia, secondo il quale il simile cura il simile.Ogni sostanza medicinale provoca nell’uomo sano quei sintomi che può’ curare nel malato. La corteccia della china nell’uomo sano provoca febbre con brividi e mal di testa, la stessa china diluita e dinamizzata cura la febbre con brividi e mal di testa. l rimedi per essere “attivi” secondo questo principio devono essere diluiti e dinamizzati (per succussione) in modo da liberare potenzialità latenti. Un rimedio alla 30CH di Camomilla, per esempio non conterrà più’ nessun principio attivo ma solo l’informazione energetica della sostanza stessa. Ovviamente questo principio esula da qualsiasi ipotesi “scientifica ” secondo il pensiero meccanicista del tempo. Nonostante questa teoria sia stata e sia ancora molto osteggiata, la sua diffusione nel mondo è stata esponenziale soprattutto negli ultimi ventanni tra la fine degli anni 2000 e l’inizio del terzo millennio.

1800 d.C.

La medicina si considera ormai completamente affrancata dagli impedimenti della religione e del pregiudizio, ma contemporaneamente inizia a profilarsi una chiara separazione dalle medicine tradizionali, le quali pure nel clima più laico di questi secoli avevano proseguito le loro ricerche. Il corpo umano diventa oggetto di studio disincantato e freddo, al pari di una pianta o di un minerale. Le accresciute conoscenze in campo chimico permettono di sintetizzare principi attivi in laboratorio. Il più famoso è l’aspirina, ottenuta partendo dalla corteccia del salice.

Di grande interesse e attualità sono le teorie idroterapiche dell’abate Kneipp (1821-1897) che raccomanda l’uso di acqua e impiastri di piante medicinali secondo un sistema che ancora oggi è oggetto di studio nelle università tedesche. Contemporaneo a Kneipp è Louis Pasteur che dedica le sue energie alla comprensione, prevenzione e cura delle malattie infettive. Pasteur è l’inventore delle vaccinazioni con microrganismi vivi attenuati.

1900 d.C.

E’ questo il secolo in cui si compie il processo di istituzionalizzazione di quel ramo del sapere medico che sarà la medicina convenzionale. Questa si impone nelle università, diventa parte integrante della politica degli Stati e pretende esclusivamente per sé ogni competenza in fatto di diagnosi e terapie. Il mondo naturale viene sempre più trascurato come serbatoio di principi attivi, a favore dei farmaci di sintesi da produrre in scala industriale nei grandi stabilimenti. Un grande impulso a questo modello di sviluppo della ricerca medica è venuto dalla scoperta degli antibiotici, dei cortisonici, degli antinfiammatori, dei chemioterapici ecc. I danni derivanti dall’abuso del loro impiego, sotto la spinta degli interessi delle case farmaceutiche o del disinteresse di molti medici burocratizzati, sono oggi unanimemente riconosciuti. Alla pretesa monopolistica della medicina sopravvive però la fitoterapia, cioè lo studio dei principi attivi contenuti nelle piante, soprattutto grazie agli erboristi. A partire dagli anni 60′ sono proprio le erboristerie, i piccoli laboratori artigianali capaci di fornire prodotti di grande qualità, a rilanciare l’interesse per la naturopatia.

Negli anni 80′ e 90′ si diffonde la professione sia del medico “alternativo” sia del naturopata non medico, e “fioriscono” le scuole di omeopatia,agopuntura, shiatsu, naturopatia.

Di questi anni vanno ricordati alcuni eventi significativi da includere nella “storia” moderna della naturopatia.

1984

Nasce il Centro Studi TING Spazzavento, uno dei primi in Italia ad occuparsi di formazione ed educazione alla salute, associando studiosi praticanti e operatori, esperienze e saperi, nella ricerca multidisciplinare del benessere ‘olistico’ dell’essere umano nella sua interezza di corpo energia mente spirito e relazioni con gli altri esseri e con l’ambiente.

1991 Viene pubblicato il libro di Michael Talbot “The olographic universe”, poi tradotto in italiano nel 1997 col titolo “Tutto è uno” ed. Urra, che documenta numerosi fenomeni esistenti in natura, incomprensibili secondo la fisica meccanicista: Talbot divulga la moderna fisica quantistica, che indaga i fenomeni nello “spazio di Planck” (ordine di grandezza sub-sub atomica) e il modello biofisico della ”risonanza” con cui è possibile comprendere per esempio la “ memoria” dell’acqua.

1992 II Centro di Bioclimatologia Medica e Medicina Naturale dell’Università di Milano, diretto dal prof. Umberto Solimene, organizza, primo centro universitario in Italia ad occuparsi di medicine non convenzionali, il corso seminariale di perfezionamento in Tecnologie Biomediche e Medicina Naturale. Nel ’98 si aggiunge il corso triennale di Agopuntura e nel 2000 quello di perfezionamento in Medicine Non Convenzionali e Tecniche Complemementari per medici, coordinati dal prof. Emilio Minelli. Dal 2001 sono attivati alla facoltà di Medicina corsi elettivi di introduzione alle medicine non convenzionali e tecniche complementari per studenti del 5° anno. Dal 2002 lo stesso istituto organizza un corso di approfondimento su alcuni aspetti della Naturopatia per operatori sanitari non medici. Alcuni operatori del Centro Studi TING insegnano in questi corsi.

1996 Nasce il Centro di Metodologie Naturali (CMN), presso le Terme di Riolo (RA). E’ fra i primi in Italia ad avere una organizzazione clinica e collabora con il Centro di Bioclimatologia dell’Università di Milano – Centro Italiano OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la ricerca clinica in terapie non convenzionali. Progettato dagli esperti del Centro studi TING Spazzavento, è diretto dal prof. Erus Sangiorgi.

2000 In collaborazione con il Centro Natura di Bologna e con l’Istituto Olistico Italiano – Centri Formativi Associati, nasce la Scuola per Assistente Sanitario Naturopata (ASN), progettata e realizzata con la consulenza degli esperti del Centro Studi Ting e diretta dalla dott.ssa Marcella Brizzi.

2003 La scuola per ASN di Bologna, riconosciuta dalla prestigiosa Associazione Ingle­se dei Naturopati (British Complementary Medicine Association – B.C.M.A.) certifica gli eccellenti risultati dei suoi primi diplomati. Il Consiglio Direttivo decide di modificare la dicitura in Scuola per Operatore Naturopa­ta del Benessere (ONB) per non generare confusione con le professioni sanitarie.

2005 Con la Deliberazione Legislativa 162 / 2005 del 15 febbraio 2005 la Regione Emilia Romagna riconosce la figura professionale dell’Operatore Naturopata del Benessere e isti­tuisce la Commissione tecnica per definire i criteri formativi e quelli di iscrizione a un futuro albo professionale relativo.

2008 Con la Deliberazione Legislativa 2 / 2008 del 19 febbraio 2008 la Regione Emilia Romagna modifica il nome dell’Operatore Naturopata del Benessere (ONB) in Operatore Bionaturale del Benessere (OBB). La nostra scuola si adegua alla nuova denominazione.

2013 Con la legge 4 / 2013 del 14 gennaio 2013 finalmente lo Stato italiano riconosce l’esi­stenza di professioni non ancora regolamentate fra cui quella di Operatore del Benessere.

Questa nuova legge costituisce un passo avanti e un’opportunità per il riconoscimento in Italia di tali figure professionali, per le quali tuttavia non prevede l’istituzione di albi e ordini professionali statali o regionali. La legge 4 / 2013 prevede invece la possibilità di iscriversi ad associazioni di settore che certifichino la formazione del professionista e la sua correttezza deontologica. Tale iscrizione non è obbligatoria: per svolgere la professione di naturopata Operatore del Benessere in modo legale è sufficiente aprire partita IVA e dichiarare di esercitare operando ai sensi della legge suddetta.

Uno dei vantaggi dell’iscrizione a un’associazione professionale per Operatori del Benessere è accedere alla copertura assicurativa RCT (per la Responsabilità Civile verso Terzi) a tariffe in genere più vantaggiose di quelle stipulabili individualmente con le compagnie d’assicurazione: essere assicurati per qualunque infortunio o incidente possa accadere ai clienti mentre sono nello studio dell’Operatore del Benessere o durante la consulenza, è certamente importante e consigliabile! Vengono offerte, in alcuni casi, anche polizze assicurative per la Tutela Legale, a copertura cioè di eventuali spese legali in caso di contenzioso.

2014  La Scuola di TING e del Centro Natura modifica la propria denominazione in Scuola di Naturopatia per Operatore del Benessere (OB) e formula il testo per il consenso informato / liberatoria ‘privacy’ affinchè i nostri diplomati OB possano sottoporlo ai propri clienti richiedendone la firma, secondo una corretta prassi deontologica professionale.

 

La medicina naturale a Bologna